Home

 

Area Utenti

 

Consigli

 

VideoGuide

 

Domande Frequenti

 

 

 

Area Riservata Rivenditori

 

Area Riservata Installatori

 

 

 

 

Domande frequenti

 

Combustione

 

  1. Come capisco se la caldaia lavora bene a seconda che si utilizzi pellet, sansa d’oliva, nocciolino od altro?

R: Prima di tutto accertarsi che sia stata scelta la ricetta giusta a seconda del combustibile che si utilizza, cioè: ricetta numero1, per tutti i combustibili pellettati, numero 2 per l’utilizzo esclusivo della legna e numero 3 per il funzionamento con combustibili non pellettati come ad esempio: sansa, nocciolino, vinacce,ecc.

La caldaia lavora bene quando c’è una buona combustione al suo interno. Una combustione ottimale si ottiene regolando bene la caldaia, è molto importante avere un ottimo rapporto tra la quantità di combustibile e l’aria comburente; quindi, a prescindere dal tipo di combustibile, (pellet, sansa, cippato, nocciolino,ecc.) serve una buona regolazione dei parametri, e, se necessario, aumentare o diminuire gradatamente la quantità dell’aria comburente oppure i tempi di lavoro della coclea. I primi accorgimenti di una buona regolazione sono: il livello del combustibile nel braciere (costantemente appena sopra i fori di entrata aria), la fiamma alta con un colore giallo-arancione, le ceneri chiare, anch'esse segno di una buona combustione, oltre al tempo che impiega la caldaia per arrivare alla temperatura. Inoltre, per avere una buona combustione non si deve dimenticare la canna fumaria, essendo delle caldaie a tiraggio naturale. E', quindi, molto importante dimensionare correttamente la canna fumaria in base alla potenza dell’impianto (approfondimenti nella sezione canna fumaria), che sia ben coibentata e che non abbia dei tratti orizzontali.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  1. Cambiando il tipo di pellet quali sono i parametri che devo variare?

R: Non tutti i pellets sono uguali, cambiano a seconda del tipo di legno e dell’umidità residua, di conseguenza, al variare di esso, potrebbe essere necessario variare un po’ i valori dell’aria comburente (led 1) ed anche i tempi di lavoro della coclea (led2), in modo da ottenere la fiamma di un bel giallo-arancio (se è bluastra e “strappa” c’è troppa aria comburente).

  1. Cambiando il tipo di combustibile, si creano dei problemi di incrostazioni del bruciatore a lungo andare o delle difficoltà di pulizia?

R: Un problema del genere non dipende dal tipo di combustibile utilizzato, ma dalla sua qualità. L’utilizzo di combustibili scadenti (pellet, nocciolino, sansa, ecc.) può portare alla formazione del clinker all'interno del bruciatore, impedendo la combustione del nuovo combustibile portato dalla coclea al braciere. Una differenza che si può notare è che, in seguito alla combustione, un tipo di combustibile può produrre più ceneri rispetto ad un altro.

  1. E’ vero che miscelando le biomasse legnose con i cereali si sporca di più la caldaia?

R: Come prima regola importante. è necessario rispettare il rapporto giusto in percentuali della miscela; quindi, se i combustibili della miscela sono di una buona qualità, il rapporto in percentuale può essere del 50%-50%; nel caso in cui l’umidità dei cereali superi la percentuale del 20%, si va aumentando la percentuale della biomassa legnosa (un rapporto del 70%- 30%); inoltre, se il livello del combustibile viene mantenuto troppo alto nel braciere, può condurre alla formazione del clinker, ed in casi peggiori, se la quantità supera i bordi del braciere, può anche spegnere la caldaia.

  1. Quali sono le regole da rispettare nel caso in cui si vogliano bruciare i cereali?

R: Per prima cosa cercare di tenere la temperatura del braciere più alta possibile, in modo da non favorire la formazione del clinker, poi ovviamente, se necessario, variare i valori dell’aria comburente e i tempi di carico della coclea (tempi di carico brevi) per movimentare il braciere e rompere gli eventuali agglomerati.

  1. Cos’è il clinker?

R: Il clinker non è altro che il fenomeno della fusione delle ceneri. Esso esiste in tutti i processi di combustione di biomasse in quantità differenti. Si presenta sotto forma di formazioni spugnose, simili a pietra lavica poco compatta o a sabbia agglomerata che, in alcuni casi, può obbligare alla fermata e alla pulizia del braciere nonostante non fosse necessario ancora eliminare la cenere.

  1. Su tutti i modelli di caldaie Kalorina si possono bruciare i cereali?

R: I cereali possono essere bruciati su tutti i modelli, miscelati in una certa percentuale con le biomasse legnose, unica differenza sta nel modo in cui avviene la miscelazione: sui modelli BK la miscelazione si fa in automatico in quanto la caldaia è prevista con doppia scheda con gestione digitale, su tutti gli altri modelli la miscelazione si fa manualmente prima di alimentare il silo.

  1. Temperatura fumi, in regime normale, troppo alta. Cause?

R: - sonda lettura fumi

-canna fumaria che tira troppo

- troppa aria comburente/troppo combustibile nel braciere

Con la caldaia in fase di normale e T° Caldaia sul display al di sotto del valore impostato con temperatura fumi troppo alta, si può verificare una situazione di falsa lettura dovuta ad una avaria sonda fumi. Nella fase di check-up viene visualizzato il messaggio “Sond” che segnala l’avaria della sonda.

Una canna fumaria che tira troppo può disperdere una gran parte del calore dall’interno della camera di combustione.

La quantità di combustibile presente nel braciere e la quantità d’aria comburente stanno in un rapporto di proporzionalità diretta. Quindi, troppo combustibile/troppa aria, fa aumentare la temperatura fumi, perché avviene una combustione forzata.

  1. Come deve essere la brace in NORMALE?

R: In fase di normale il livello del combustibile deve essere costantemente appena sopra i fori di entrata aria.

  1. Come deve essere la brace in fase di mantenimento?

R: E’ normale che il livello della brace cali e che non ci sia la fiamma.

  1. Come capire quando manca l’aria o quando ce n’è troppa?

R: In questo caso la fiamma è un importante elemento di controllo. Se c’è troppa aria, il combustibile salta fuori dai bordi del crogiolo, la fiamma “strappa” e ha un colore bluastro alla base e quasi bianca nella parte superiore, indicando una troppa quantità di ossigeno. Se c’è poca fiamma e troppo bassa, con un colore giallo rossiccio (per approfondire vedi i video).

  1. Ho notato ultimamente che la fiamma non è più vivace come prima, pur non avendo modificato il valore di nessun parametro. Possibili cause?

R: Se la fiamma non è viva, può essere la canna fumaria oppure il combustibile che si sta usando. Infatti se questo è di bassa qualità lo si nota da:

  • Fiamma bassa che non riesce ad “alzarsi”, nonostante si aumenti il valore del led1

  • Agglomerati nel braciere

  • Cenere granulosa, grossolana e pesante

  • Se si immerge un ferro nel braciere, invece di sentire una consistenza scorrevole, si sente come se ci fosse della sabbia grossa che strofina

  1. Come si fa a vedere se si forma condensa nella caldaia?

R: Si vedono delle macchie umide nerastre, o, nel peggiore dei casi, vere e proprie gocce.

  1. Perché si forma la condensa?

R: Ci sono più motivi che possono influire sulla formazione di condensa all'interno della caldaia:

-Canna fumaria non coibentata, (la coibentazione della canna fumaria è fondamentale per limitare il fenomeno della condensa, perché consente ai fumi di scarico di rimanere sufficientemente caldi);

-Troppa differenza tra la temperatura acqua di mandata/acqua di ritorno quindi impostare la centralina (led 4) per attivare la pompa mediamente tra 30°- 45°; una temperatura troppo fredda dell’acqua di ritorno farebbe condensare l’acqua presente nei fumi sulla superficie dello scambiatore fumi/acqua (si verifica di solito nei casi in cui il vostro idraulico non rispetta le caratteristiche del vostro tipo di impianto);

- L’umidità elevata del combustibile, che superi 25% (si verifica più spesso quando si utilizza legna non bene stagionata, quindi con un’ alta percentuale di umidità); In questi casi, alzate un po’ lo sportellino di ispezione, in tal modo si migliora la combustione.

  1. Fenomeni ripetuti di condensa possono recare danni alla caldaia?

R: La condensa è acida, (in quanto nel processo di combustione vengono sprigionati vari gas),quindi corrosiva. A lungo andare può bucare le pareti interni della caldaia. Per evitare fenomeni del genere, mantenete una temperatura di mandata acqua sui 60°, con un ΔT di 10°, massimo 15° per ritorno.

  1. E’ necessario o no montare la valvola anticondensa ?

R: Se è necessario o no montare la valvola anticondensa lo stabilisce il vostro installatore, in quanto conosce tutte le caratteristiche del vostro impianto.

  1. Ho delle macchie di melassa sulla parete frontale, quella con lo sportello per lo scarico ceneri della canna fumaria, che poi cristallizzano; Condensa o pirolisi?

R: Presenza di quelle macchie vuol dire che vi è una leggera carenza di aria comburente; va aumentata gradatamente, aumentare in rapporto anche il carico combustibile (coclea, led2). Se si aumenta l’aria, controllare il livello del combustibile in modo che sia costantemente appena sopra i fori di entrata dell’aria, in tal modo si aumenterà la potenza della caldaia e anche il calore all'interno del braciere; si eviterà così la condensa.

  1. Su tutte le pareti della caldaia ho notato delle incrostazioni grigiastre. Qual è il motivo? Si tratta di pirolisi?

R: Significa che in qualche fase della combustione la caldaia va in carenza di aria comburente.

La pirolisi è una reazione simile alla combustione, ma in assenza di ossigeno. Avviene quando il braciere rimane per lungo tempo troppo pieno oppure quando si usa troppa legna sottraendo troppo ossigeno all’interno della caldaia; questa determina un’ incrostazione generale della caldaia.

  1. Come me ne accorgo che avviene il fenomeno della pirolisi?

R: La pirolisi la vedi subito e la senti a naso (ha un odore particolare); la noti che inizia con un carico eccessivo del braciere, la fiamma si fa ondulante e arancione. Poco alla volta il braciere sale, fino a portare allo spegnimento della fiamma. Inizia a formarsi fumo bianco, denso, la caldaia inizia ad imbrattarsi dentro di nero, catrame e, nei casi peggiori, cola fuori un liquido nero dall’odore particolare. A volte aprendo lo sportello della caldaia, il fumo si innesca all’instante con l’apporto di ossigeno e c’è una vampata.

Cause: poca aria comburente in rapporto al combustibile

Effetti: sporco a dismisura, blocco della combustione, stress della caldaia, alte temperature interne senza scambio con l’acqua.

  1. Se accendo più ore al giorno la caldaia, risparmio o consumo di più?

R: Se la lasci accesa sempre il consumo non aumenta di tanto, in quanto l’ambiente e le tubazioni calde generano una specie di volano termico.

  1. Il buffer è consigliato? Aiuta a risparmiare?

R: Se lo spazio e le possibilità lo permettono, abbinate sempre il buffer o boiler, è altamente consigliato. Il ruolo del buffer è proprio quello di accumulare più calore possibile, facendo lavorare la caldaia in un arco di ore minimo; aumenta benessere, resa della caldaia, minimo shock termico (quindi anticondensa); rende subito disponibile calore agli eventuali prelievi di acqua calda sanitaria dal boiler.

 


Per qualsiasi domanda o dubbio per cui non trovate risposta in questo sito, inviate una mail a assistenza@tatanoassistenza.eu, i nostri tecnici risponderanno quanto prima.